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ERNIA DEL DISCO TRATTAMENTO
MININVASIVO DELL’ERNIA DEL DISCO |
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NUCLEOPLASTICA LOMBARE
La metodica consiste
nell’inserimento per via percutanea, tramite aghi particolari, di
speciali sonde di piccolo diametro all’interno della parte più
centrale del disco, il nucleo polposo (Fig. 1 e 2). Tutta la procedura viene effettuata dal radiologo
interventista sotto guida radioscopica, in una sala di radiologia interventistica, in assoluta sterilità.
L’applicazione di una corrente bipolare a radiofrequenza
all’estremità della sonda, posizionata nel nucleo del disco
intervertebrale, permette la rapida rimozione di tessuto discale, che viene
vaporizzato per effetto della ipertermia indotta dalla radiofrequenza (ablazione).
Si crea così all’interno del disco patologico uno spazio vuoto
sufficiente ad allentare la pressione interna del disco e far rientrare
l’azione meccanica della parte periferica del disco (anulus fibrosus) sulle radici nervose. Ciò consente di
ottenere una netta e rapida riduzione della sintomatologia dolorosa.

Fig. 1: vista dell’ago in
antero-posteriore
Fig. 2: vista dell’ago in laterale
QUALI SONO I PAZIENTI CHE
POSSONO ESSERE SOTTOPOSTI A NUCLEOPLASTICA LOMBARE?
La nucleoplastica Iombare è indicata in quei pazienti
che presentano dolore all’arto
inferiore (sciatalgia) e/o dolore lombare, evidenza di protrusione discale
contenuta, alla RM (cioè anulus fibrosus integro), altezza del disco
maggiore del 75%, idratazione del disco, fallimento della terapia medica per 3
mesi, età inferiore ai 60 anni.
Controindicazioni sono la presenza di infezioni in atto,
perdita del 50% dell’altezza del disco (all’esame RM), disco
estruso o frammentato, frattura vertebrale o neoplasie, stenosi del canale
midollare, interruzione dell’anulus, instabilità degenerativa
della colonna.
COME SI ESEGUE?
Il paziente viene posto sul lettino radiologico, in sala
angiografica, in posizione prona con un eventuale supporto sotto la
l’addome che riduce la lordosi (curva) lombare (fig. 3). La procedura viene
effettuata in anestesia locale superficiale e profonda ed una blanda sedazione
del paziente. Sotto guida radioscopica (raggi X), si introduce l’ago per
nucleoplastica nello spazio intervertebrale (tra le 2 vertebre contenenti il
disco interessato) fino alla giunzione nucleo/anulus del disco (fig. 4).

Fig. 3
Fig. 4
Successivamente si rimuove
l’ago, lasciando solo la cannula del dispositivo, all’interno della
quale viene fatta avanzare la sonda (fig. 5), fino al raggiungimento dell’anulus distale (fig. 6), che
verrà poi collegata all’apparecchio (fig. 7) che genererà
radiofrequenza ottenendo l’ablazione del disco.
Fig. 5 Fig. 6
Fig. 7
La sonda a radiofrequenza,
avanzando, crea dei canali (fig. 8-9) all’interno del nucleo; ciò crea spazio
che permette, nel tempo, alla parte erniata del disco di rientrare e
decomprimere le radici nervose

Fig. 8
Fig. 9
Obbligatoria
è la profilassi antibiotica per 24 ore e l’eventuale
somministrazione di antidolorifici. Il paziente deve attenersi ad alcune semplici regole che prevedono l’astensione da sforzi fisici,
dalla torsione/flessione del busto, dalla guida, dai lavori domestici, dalla
manipolazione chiropratica e dal massaggio, per alcuni giorni. Il ritorno al
lavoro varia a seconda del tipo di attività lavorativa; di solito,
avviene dopo una settimana. Il ritorno alla normale attività lavorativa
e/o sportiva è previsto comunque nell’arco delle prime 8
settimane. L’incremento dell’attività fisica deve essere
comunque progressivo; dopo 2 mesi deve essere effettuata una valutazione
clinica del paziente.
COMPLICANZE E RISULTATI
Il trattamento di nucleoplastica lombare solitamente è ben tollerato dalla maggior parte dei pazienti e presenta un bassissimo rischio di complicanze. Le complicanze possono essere di natura neurologica (puntura della radice nervosa), vascolare (emorragia/ematoma), infettiva (discite), nella quasi totalità dei casi transitorie e senza alcuna sequela. I risultati a 6-12 mesi sono molto incoraggianti: infatti nel 70-75% dei casi si ha la risoluzione completa del dolore, specialmente nei casi in cui vengano rispettate le indicazioni. I migliori risultati si ottengono in pazienti di età non troppo avanzata e quando la sintomatologia dolorosa sia insorta in epoca relativamente recente, ossia quando il disco intervertebrale non sia ancora degenerato e l’ernia non sia ancora espulsa.